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Paese di partenza:

Per TRAME “paese di partenza” indica il paese del Nord Africa o del Medio Oriente in cui l'intervistato ha vissuto per la maggior parte della propria vita prima di arrivare in Italia. Questa definizione segue il criterio archivistico adottato dal CDEC.

Paese di nascita:

Anno di nascita:

Età all'arrivo in Italia: anni

Lascia il paese di origine per ragioni

Il viaggio verso l'Italia non ha previsto tappe intermedie

Arriva in Italia con familiari

La mappa traccia gli spostamenti dell’intervistato/a, concludendosi l’anno dopo il suo arrivo in Italia
Colette Treves con sua cugina a Port Said, 1938 ca. Archivio Fondazione CDEC
Colette Treves con sua cugina a Port Said, 1938 ca. Archivio Fondazione CDEC

Colette Treves nasce al Cairo il 17 giugno 1936 da Isidore e Paulette Freiman, entrambi nati in Egitto. La famiglia materna ha radici rumene, mentre quella paterna è di origini piemontesi e di nazionalità italiana. Il padre gestisce con il fratello un’attività di importazione di manufatti in cotone dall’Europa, che lo impegna molto. Colette cresce in un ambiente fortemente influenzato dalla cultura europea e ricorda un’infanzia serena e agiata. Nonostante i genitori non fossero particolarmente coinvolti nella vita mondana della capitale egiziana, la madre organizzava occasionalmente piccoli ricevimenti in casa.

Avevamo un bel pianoforte a casa e mia madre aveva una voce splendida

Colette Treves
Avevamo un bel pianoforte a casa e mia madre aveva una voce splendida, non so che cosa fosse come voce. Cantava lirica molto bene e sua sorella, che aveva frequentato il conservatorio di Losanna, era una meravigliosa pianista. E io ricordo che facevano dei piccoli ricevimenti, dove – dopo che avevano cenato – facevano questi piccoli concerti. Cantava mia mamma e c’era anche un signore, amico loro – che aveva un nome greco e che aveva una bellissima voce di tenore – [con cui] facevano dei duetti, lui e mia mamma, con mia zia che suonava. Questi sono ricordi molto tangibili, che ricordo adesso anche dopo tanti anni.

Colette frequenta inizialmente il Lycée Français, ma, dopo la morte prematura del padre nel 1950, quando lei ha solo 14 anni, la madre decide di trasferirla in una scuola cattolica gestita dalle suore francescane. Paulette, infatti, inizia a percepire un senso di insicurezza riguardo al futuro in Egitto e vuole che la figlia completi al più presto gli studi, ottenendo un titolo riconosciuto anche in Europa, in vista di una possibile emigrazione.

Lei voleva a tutti i costi emigrare in Europa, o Francia o Italia, non importava dove

Colette Treves
Mio papà è morto che io avevo 14 anni e pertanto la situazione di mia mamma vedova in un paese un po’ ostile agli europei in generale, l’ha fatta sentire un po’ fragile. Aveva paura di continuare a rimanere in Egitto, io invece facevo la mia vita da ragazzina insomma. Lei voleva a tutti i costi emigrare in Europa, o Francia o Italia, non importava dove. Per poterlo fare al più presto, perché era proprio agitata, mia mamma mi ha fatto fare i due ultimi anni – con uno sforzo intellettuale e uno stress enorme – e la maturità. Cioè il baccalauréat l’ho fatto a sedici anni con una dispensa dell’ambasciata francese, perché non ti permettevano di accedere al baccalauréat prima di una certa età. Questo mi ha comportato molto stress, ma tutto questo è successo perchè c’è stato un grande incendio nel ‘52 a gennaio, che ha provocato la morte di una carissima amica di mia mamma che alloggiava all’Hotel Shepherds che è stato dato a fuoco, e lei per scampare a questo incendio terribile si è buttata dalla finestra ed è morta. Mia mamma ha avuto davvero molta paura che succedesse qualcosa di peggio a noi. 

Colette Treves sotto la sua casa a Manhattan. New York, 1969. Archivio Fondazione CDEC
Colette Treves sotto la sua casa a Manhattan. New York, 1969. Archivio Fondazione CDEC

L’incendio del Cairo nel gennaio 1952 rappresenta un momento di forti tensioni contro la presenza straniera e preannuncia la fine della monarchia egiziana, con la Rivoluzione dei Liberi Ufficiali guidata da Gamal Abdel Nasser. Paulette decide di partire quella stessa estate, subito dopo il baccalauréat di Colette. Madre e figlia arrivano in aereo a Roma, per poi trasferirsi prima a Milano e successivamente a Parigi. Colette sogna di stabilirsi nella capitale francese e di specializzarsi in pediatria, ma le circostanze la portano a fermarsi a Milano. Qui trova lavoro presso una compagnia aerea britannica e si immerge in una vivace vita sociale. Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti, Colette si stabilisce definitivamente in Italia alla fine degli anni Sessanta e poco dopo si sposa con Bruno Pavia.

Storie collegate

Come leggere i data portrait
I dati rappresentati nei data portrait riguardano il genere, l’età all’arrivo in Italia, il decennio di arrivo in Italia, il paese di origine, i motivi della partenza, se il viaggio ha incluso tappe intermedie o è stato diretto e se la persona ha viaggiato da sola o con la famiglia.

Genere ed età all’arrivo in Italia

Femmina, età 0-9

Femmina, età 10-19

Femmina, età 20-29

Femmina, età 30-39

Femmina, età 40-49

Femmina, età 50-59

Femmina, età 60-69

Femmina, età 70-79

Femmina, età 80-89

Femmina, età 90-99

Maschio, età 0-9
Maschio, età 10-19
Maschio, età 20-29
Maschio, età 30-39
Maschio, età 40-49
Maschio, età 50-59
Maschio, età 60-69
Maschio, età 70-79

Maschio, età 80-89

Maschio, età 90-99

Decennio di arrivo in Italia

1940
1950

1960

1970

1980

Paese di origine

Egitto

Iran

Libano

Libia

Siria

Tunisia

Motivi della partenza dal paese di origine

Politici

Economici

Studio

Personali

Viaggio diretto o con tappe intermedie prima dell’arrivo in Italia

Viaggio diretto

Tappe intermedie

Arriva in Italia da solo/a o con familiari

Arriva in Italia da solo/a
Arriva in Italia con familiari

Cos’è un data portrait
Un data portrait è un’interpretazione artistica di un set specifico di dati riguardanti un individuo, che viene quindi ritratto a partire dai dati, anziché raffigurarne l’aspetto fisico come nei ritratti tradizionali. I data portrait sono rappresentazioni visive che mediano tra la visione dell’artista, i dati del soggetto e l’interesse del pubblico (Donath et al., 2010).
Seguendo questo concetto, i data portrait sviluppati da Sara Radice specificamente per il progetto TRAME forniscono un “ritratto” delle persone rappresentate, basato su alcuni dati specifici di interesse per il progetto e indipendente dal loro aspetto fisico.

Bibliografia e crediti
Judith Donath, Alex Dragulescu, Aaron Zinman, Fernanda Viégas, Rebecca Xiong; Data Portraits. Leonardo 2010; 43 (4): 375–383. doi: https://doi.org/10.1162/LEON_a_00011.

I data portraits ideati per questo progetto traggono ispirazione da alcuni progetti di data portraits di Giorgia Lupi, come, per esempio, l’installazione fisica “…Ma poi, che cos’è un nome? ” sviluppata per la Fondazione CDEC presso la Triennale di Milano nel 2018 e i TED Data Portraits del 2017.