Colette Treves nasce al Cairo il 17 giugno 1936 da Isidore e Paulette Freiman, entrambi nati in Egitto. La famiglia materna ha radici rumene, mentre quella paterna è di origini piemontesi e di nazionalità italiana. Il padre gestisce con il fratello un’attività di importazione di manufatti in cotone dall’Europa, che lo impegna molto. Colette cresce in un ambiente fortemente influenzato dalla cultura europea e ricorda un’infanzia serena e agiata. Nonostante i genitori non fossero particolarmente coinvolti nella vita mondana della capitale egiziana, la madre organizzava occasionalmente piccoli ricevimenti in casa.
Avevamo un bel pianoforte a casa e mia madre aveva una voce splendida
Trascrizione
Colette Treves
Avevamo un bel pianoforte a casa e mia madre aveva una voce splendida, non so che cosa fosse come voce. Cantava lirica molto bene e sua sorella, che aveva frequentato il conservatorio di Losanna, era una meravigliosa pianista. E io ricordo che facevano dei piccoli ricevimenti, dove – dopo che avevano cenato – facevano questi piccoli concerti. Cantava mia mamma e c’era anche un signore, amico loro – che aveva un nome greco e che aveva una bellissima voce di tenore – [con cui] facevano dei duetti, lui e mia mamma, con mia zia che suonava. Questi sono ricordi molto tangibili, che ricordo adesso anche dopo tanti anni.
Colette frequenta inizialmente il Lycée Français, ma, dopo la morte prematura del padre nel 1950, quando lei ha solo 14 anni, la madre decide di trasferirla in una scuola cattolica gestita dalle suore francescane. Paulette, infatti, inizia a percepire un senso di insicurezza riguardo al futuro in Egitto e vuole che la figlia completi al più presto gli studi, ottenendo un titolo riconosciuto anche in Europa, in vista di una possibile emigrazione.
Lei voleva a tutti i costi emigrare in Europa, o Francia o Italia, non importava dove
Trascrizione
Colette Treves
Mio papà è morto che io avevo 14 anni e pertanto la situazione di mia mamma vedova in un paese un po’ ostile agli europei in generale, l’ha fatta sentire un po’ fragile. Aveva paura di continuare a rimanere in Egitto, io invece facevo la mia vita da ragazzina insomma. Lei voleva a tutti i costi emigrare in Europa, o Francia o Italia, non importava dove. Per poterlo fare al più presto, perché era proprio agitata, mia mamma mi ha fatto fare i due ultimi anni – con uno sforzo intellettuale e uno stress enorme – e la maturità. Cioè il baccalauréat l’ho fatto a sedici anni con una dispensa dell’ambasciata francese, perché non ti permettevano di accedere al baccalauréat prima di una certa età. Questo mi ha comportato molto stress, ma tutto questo è successo perchè c’è stato un grande incendio nel ‘52 a gennaio, che ha provocato la morte di una carissima amica di mia mamma che alloggiava all’Hotel Shepherds che è stato dato a fuoco, e lei per scampare a questo incendio terribile si è buttata dalla finestra ed è morta. Mia mamma ha avuto davvero molta paura che succedesse qualcosa di peggio a noi.
L’incendio del Cairo nel gennaio 1952 rappresenta un momento di forti tensioni contro la presenza straniera e preannuncia la fine della monarchia egiziana, con la Rivoluzione dei Liberi Ufficiali guidata da Gamal Abdel Nasser. Paulette decide di partire quella stessa estate, subito dopo il baccalauréat di Colette. Madre e figlia arrivano in aereo a Roma, per poi trasferirsi prima a Milano e successivamente a Parigi. Colette sogna di stabilirsi nella capitale francese e di specializzarsi in pediatria, ma le circostanze la portano a fermarsi a Milano. Qui trova lavoro presso una compagnia aerea britannica e si immerge in una vivace vita sociale. Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti, Colette si stabilisce definitivamente in Italia alla fine degli anni Sessanta e poco dopo si sposa con Bruno Pavia.