Dan Nunes Vais nasce a Tripoli nel 1946, durante il periodo di occupazione britannica che segnò la transizione della Libia da colonia italiana all’indipendenza. Anche i suoi genitori e nonni erano nati a Tripoli, mentre i suoi bisnonni erano emigrati dall’Italia tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. In particolare, il bisnonno materno, Giannetto Paggi, originario di Pitigliano, aveva fondato a Tripoli la prima scuola ebraica e successivamente la prima scuola italiana.
Il legame della famiglia Nunes Vais con l’Italia non si limitava alla cittadinanza, che conservava da oltre un secolo, ma si manifestava anche nell’uso dell’italiano come lingua madre, nella formazione culturale, nello stile di vita e nei circoli frequentati. Nel centro di Tripoli, dove viveva Dan, si respirava un’atmosfera marcatamente italiana anche dopo l’indipendenza, grazie alla presenza di una consistente minoranza italiana.
l centro di Tripoli era italiano, era una città italiana a tutti gli effetti
Trascrizione
Dan Nunes Vais:
Mio padre andava a prendere qualche aperitivo con gli amici
Intervistatrice:
Senza le mogli?
Dan Nunes Vais:
Beh, perchè mio padre lavorava e mia madre era a casa e quindi sì. C’era il [Caffe] Corso, c’era il Gambrinus
Intervistatrice:
Ecco, mi dia qualche nome.
Dan Nunes Vais:
Caffe Corso, Gambrinus, poi c’erano Bascetta che era il gelataio e Campi il pasticcere, poi c’era la latteria…
Intervistatrice:
Tutti italiani?
Dan Nunes Vais:
Sì, sì, tutti italiani. Il centro di Tripoli era italiano, era una città italiana a tutti gli effetti. Noi non abbiamo mai avuto bisogno di sapere l’arabo. Questo, lo dico purtroppo.
Dan frequenta a Tripoli le scuole italiane, dalla scuola di via Roma al Liceo Dante Alighieri, che termina all’età di 16 anni. Frequenta principalmente i suoi compagni di scuola italiani, ebrei e non, con i quali trascorre anche il tempo libero, in particolar modo al beach club. Rispetto alla generazione dei genitori che frequentava circoli ebraici, come il Maccabi, la generazione di Dan ha meno punti di riferimento legati all’associazionismo ebraico. Invece, come molti altri coetanei è affascinato dalla musica americana trasmessa dalla radio della base militare statunitense locale, grazie alla quale inizia anche ad imparare l’inglese.
Subito dopo la maturità, a soli 17 anni, prosegue i suoi studi a Roma, dove si trasferisce nel 1963 per frequentare economia all’università. Nel momento in cui scoppiano le violenze antiebraiche di Tripoli nel giugno 1967, in seguito allo scoppio della Guerra dei sei giorni, anche i genitori si trovano fortuitamente in Italia. Invece, si trovano ancora a Tripoli la sorella maggiore di Dan, la nonna e una zia, che lavorava all’ambasciata americana. Proprio grazie quest’ultima le tre donne riescono a trovare un canale per avere rifugio, aiutate dai contatti dell’ambasciata americana che le ospita alla base militare.
Dopo circa un mese, la famiglia si riunisce a Roma, dove inizia una nuova fase della loro vita. Dan fa un breve ritorno in Libia nel 1968, poco prima della definitiva espulsione delle minoranze ebraica e italiana, avvenuta con l’ascesa al potere di Muammar Gheddafi nel 1970. A Roma, Dan si adatta rapidamente alla nuova realtà, mentre suo padre, al contrario, inizialmente fatica a trovare un equilibrio, sentendosi disorientato dal cambiamento. Col tempo, Dan si avvicina anche alla comunità ebraica romana, integrandosi sempre più nel tessuto sociale della città.
Per quanto riguarda l’Italia, mi sono subito trovato bene, a casa mia
Trascrizione
Dan Nunes Vais:
Per quanto riguarda l’Italia, mi sono subito trovato bene, a casa mia. Anche perchè tutto sommato io avevo deciso che non sarei ritornato a Tripoli a lavorare. Quindi insomma, anche a Roma mi muovevo tranquillamente, frequentavo, avevo fatto abbonamenti ai concerti dell’aula magna, giravo, viaggiavo, quindi non ho avuto nessun trauma. Il trauma è stato un po’ l’università perché c’era tutta gente molto piu grande di me e quindi li amici non me ne sono fatti.
Intervistatrice:
E i suoi genitori come si sono trovati?
Dan Nunes Vais:
Beh, all’inizio mio padre l’ha presa male perchè nel ‘67 lui aveva 56 anni e quindi era molto attivo lui fino a quel momento, aveva lavorato, creato, fatto. A Tripoli aveva 130 dipendenti ad un certo punto, tra una cosa e l’altra e, da un momento, all’altro trovarsi senza niente da fare è stato molto depressivo per lui.