Ebrei in Iran

ebrei dell'Iran

La storia degli ebrei in Iran affonda le sue radici nell’antichità, con i primi insediamenti legati all’esilio assiro e alla Babilonia achemenide. Dopo l’arrivo dell’Islam, gli ebrei divennero una minoranza riconosciuta che mantenne una significativa autonomia religiosa e culturale, integrandosi in vari ambiti della società persiana. Tra XIX e XX secolo, riforme, pressioni imperiali e modernizzazione trasformarono profondamente la comunità, favorendo istruzione, mobilità sociale e nuove forme di organizzazione. Nel Novecento si svilupparono movimenti sionisti ed emigrazioni verso Israele, Stati Uniti, Regno Unito e Australia. Oggi la comunità, ridotta numericamente, continua a vivere in Iran.

Ebrei di Mashhad

La storia degli ebrei di Mashhad, nell’Iran nord-orientale, ha origini antiche ma si consolida nel XVIII secolo sotto Nader Shah Afshar. Grazie ai commerci lungo la Via della Seta, la comunità prosperò fino al 1839, quando il tumulto dell’Allahdad impose conversioni forzate all’Islam. L’evento generò identità religiose fluide e stratificate, caratterizzate dalla coesistenza di pratiche ebraiche e musulmane. Nel tempo, la comunità si disperse tra Asia centrale, Israele, Stati Uniti e Europa, includendo anche un piccolo nucleo a Milano.Nonostante la diaspora, gli ebrei di Mashhad hanno mantenuto forti legami interni e tradizioni distintive fino all’età contemporanea.